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martedì 28 marzo 2017

roba di viaggi

21/12/2014 07:00

Copenhagen street food, l'isola che c'è

Nella capitale danese uno spazio dedicato all'arte del mangiar bene, spendendo il giusto

Copenhagen street food, l'isola che c'è

 

L’isola che c’è a Copenhagen si chiama Papiroen. Ma (sarà la pronuncia) chiedere al box delle informazioni in stazione centrale può non essere utile. Allora il gioco è comunque facile: occorre salire sul bus 9A e scendere alla fermata Prinsessegade, incrocio con Bodenhoffs Plads. Guardate dall’altra parte della strada e, se vi fate guidare dal fiuto, entrerete nella culla dei sapori della capitale danese. 
È qui che nasce e cresce Copenhagen Street Food, un’area dedicata all’arte del mangiar bene spendendo il giusto, il che in Danimarca non è sempre semplice.  Lo spazio dà sul canale principale (tant’è che è anche possibile sbarcare qui approfittando dei trasporti pubblici via mare) della città ed è quasi interamente circondato dall’acqua: barche eternamente ormeggiate sono nei suoi immediati dintorni ormai gli alloggi di chi vi vive. E Papiroen è stato ricavato riconvertendo un vecchio capannone. La vista è invidiabile, la location merita per come è stata studiata: all’interno di quello che somiglia a un hangar, camioncini e stand dal design vintage offrono le loro specialità. Non mancano tavoli (anche con saloni dagli arredi pregiati) e aree per ballare. E sì, perché se durante la settimana l’isola fa durante tutto il giorno da zona franca dedicata tanto agli amanti del panino quanto ai dediti dei piaceri dello slow food, nel week end si popola di festaioli che arrivano qui per divertirsi, grazie ai deejays che si alternano alla consolle.  
Ma qua è giusto arrivare per soddisfare il palato, con un’offerta complessiva che arriva da quattro continenti, con l’Italia che come sempre spicca per la sua offerta assolutamente adeguata. Ovviamente, pare però giusto dare precedenza ai sapori di casa: Jane Bodholt Svendsen vanta l’offerta di produzioni agricole di primo piano provenienti dal Lammefjorden, nel nord del Paese. Se c’è del marcio in Danimarca, dite a Shakespeare che non abita nello stand di Jane. La seconda scelta è ricaduta su un comptoir tipicamente francese (proprio alle spalle de Il Mattarello, bandiera tricolore sul gusto più che adeguatamente sventolata dai bravissimi Valerio e Lucia): qui i sapori dell’Atlantico prendono vita sotto le sapienti mani di Xxxx cucinano sotto i vostri occhi la carne, precedentemente macerata nel sidro per 24 ore, che finirà su un gustoso open sandwich. Scoprirete che lo street food non è sempre fast, anzi… ma il sapore ne trarrà sicuro vantaggio, soprattutto grazie all’abbinamento con ottimo sidro di mele. 
Ma l’offerta di Papiroen, con pesce e birre artigianali, prodotti della panificazione e carni pregiate, meriterebbe da sola più giorni di visita. D’altronde, lo stomaco è solo uno… 
L’isola che c’è a Copenhagen si chiama Papiroen. Ma (sarà la pronuncia) chiedere al box delle informazioni in stazione centrale può non essere utile. Allora il gioco è comunque facile: occorre salire sul bus 9A e scendere alla fermata Prinsessegade, incrocio con Bodenhoffs Plads. Guardate dall’altra parte della strada e, se vi fate guidare dal fiuto, entrerete nella culla dei sapori della capitale danese. 

 

È qui che nasce e cresce Copenhagen Street Food, un’area dedicata all’arte del mangiar bene spendendo il giusto, il che in Danimarca non è sempre semplice.  Lo spazio dà sul canale principale (tant’è che è anche possibile sbarcare qui approfittando dei trasporti pubblici via mare) della città ed è quasi interamente circondato dall’acqua: barche eternamente ormeggiate sono nei suoi immediati dintorni ormai gli alloggi di chi vi vive. E Papiroen è stato ricavato riconvertendo un vecchio capannone. 

La vista è invidiabile, la location merita per come è stata studiata: all’interno di quello che somiglia a un hangar, camioncini e stand dal design vintage offrono le loro specialità. Non mancano tavoli (anche con saloni dagli arredi pregiati) e aree per ballare. E sì, perché se durante la settimana l’isola fa durante tutto il giorno da zona franca dedicata tanto agli amanti del panino quanto ai dediti ai piaceri dello slow food, nel week end si popola di festaioli che arrivano qui per divertirsi, grazie ai deejays che si alternano alla consolle.  

Ma qua è giusto arrivare per soddisfare il palato, con un’offerta complessiva che arriva da quattro continenti, con l’Italia che come sempre spicca per la sua offerta assolutamente adeguata. Ovviamente, pare però giusto dare precedenza ai sapori di casa: Jane Bodholt Svendsen vanta l’offerta di produzioni agricole di primo piano provenienti dal Lammefjorden, nel nord del Paese. Se c’è del marcio in Danimarca, dite a Shakespeare che non abita nello stand di Jane. La seconda scelta è ricaduta su un comptoir tipicamente francese (proprio alle spalle de Il Mattarello, bandiera tricolore sul gusto più che adeguatamente sventolata dai bravissimi Valerio e Lucia): qui i sapori dell’Atlantico prendono vita dalle sapienti mani di Kieran che cucinano sotto i vostri occhi la carne, precedentemente macerata nel sidro per 24 ore, che finirà su un gustoso open sandwich. Scoprirete che lo street food non è sempre fast, anzi… ma il sapore ne trarrà sicuro vantaggio, soprattutto grazie all’abbinamento con ottimo sidro di mele. 

Ma l’offerta di Papiroen, con pesce e birre artigianali, prodotti della panificazione e carni pregiate, meriterebbe da sola più giorni di visita. D’altronde, lo stomaco è solo uno… 

robert vignola