Cerca nel sito:

martedì 19 giugno 2018

Cronache

13/03/2018 12:37

Clan e migranti, in 108 verso il processo

Conclusa l’inchiesta sulla gestione di un centro di accoglienza nel Crotonese

Clan e migranti, in 108 verso il processo

 

Sono ben 108 le persone che rischiano il processo al termine della maxi inchiesta, condotta dalla Dda di Catanzaro, che ha portato a svelare le infiltrazioni dei clan crotonesi della 'ndrangheta nella gestione del centro d'accoglienza richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto (Crotone). Tra le persone per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio ci sono anche l'ex governatore della Misericordia di Isola e della Confraternita Interregionale della Calabria e Basilicata Leonardo Sacco ed il parroco del paese del crotonese don Edoardo Scordio. Durante l'udienza preliminare gli indagati dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, malversazione ai danni dello Stato, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture e altri reati di natura fiscale, tutti aggravati dalla modalità mafiose. Secondo l'accusa, il Cara di Isola era diventato il "bancomat" della cosca Arena. 

La richiesta di rinvio a giudizio è stata notificata al gip del tribunale di Catanzaro e firmata dal procuratore capo Nicola Gratteri, dagli aggiunti Vincenzo Luberto e Vincenzo Capomolla e dai sostituti Domenico Guarascio e Debora Rizza.

Secondo gli inquirenti,  le cosche «per il tramite dell’articolazione di Isola di Capo Rizzuto della Fraternita di Misericordia acquisivano il controllo delle forniture e dei servizi inerenti l’assistenza ai migranti apprestati nel centro di accoglienza in località Sant’Anna. Acquistavano il controllo dei servizi subappaltati dall’ente gestore Misericordia fra i quali quello di catering, per il tramite di imprese di ristorazione gestire da intranei e dotate aziendalmente con danaro della consorteria. Il tutto al fine di distrarre in favore della bacinella della consorteria cospicui capitali ricevuti dall’Utg (ufficio territoriale del governo, la Prefettura) di Crotone quale compenso delle forniture e dei servizi resi. Distrazione del danaro perpetrata per il mezzo della commissione di numerosi reati fiscali, di riciclaggio e di malversazione, orditi per il tramite di imprese mantenute tali nel corso degli anni a prescindere dalle denominazioni commerciali via via succedutesi (ditte, insegne, vesti societarie ecc.) e vedenti quali “schermo” negoziale con gli enti pubblici affidatari (Prefettura e Ministero) sempre la Misericordia di Isola Capo Rizzuto».