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martedì 19 giugno 2018

Cronache

12/03/2018 18:43

"Ho ucciso io Pamela"

Il primo nigeriano arrestato lo svela alla compagna. La Procura di Macerata per ora non conferma

"Ho ucciso io Pamela"

 

Il primo nigeriano arrestato lo avrebbe confessato alla compagna
“Pamela l’ho uccisa io”
Il colloquio con la dichiarazione intercettato da una microspia nel parlatorio
del carcere. La Procura di Macerata per ora smentisce questa ricostruzione
Innocent Oseghal, il primo nigeriano arrestato per la morte di Pamela, la ragazza di Roma poi fatta a pezzi e ritrovata in un fossato vicino Maceata, avrebbe confessato l'omicidio durante un colloquio con la sua compagna avvenuto nel carcere dove si trova rinchiuso. A riferirlo è il quotidiano Il Resto del Carlino di Bologna. Nel carcere di Marino del Tronto, Oseghale ha chiesto di poter incontrare la sua compagna, una ragazza italiana, conosciuta dopo essere arrivato dalla Nigeria,  con cui ha anche avuto una bambina. E durante questo colloquio avrebbe detto alla sua compagna "Ho ucciso io Pamela, ho fatto tutto da solo". Il colloquio sarebbe stato però intercettato dagli inquirenti attraverso delle microspie sistemate nel parlatorio del carcere. Oseghale avrebbe dato anche ulteriori elementi incompatibili con le sue precedenti dichiarazioni. Ma su questa confessione gli inquirenti sono molto cauti. I dubbi che una sola persona sia riuscita a compiere quel massacro sono infatti molti, vista la brutalità dei colpi sul corpo della povera Pamela.
La Procura di Macerata ha però poi smentito le ricostruzioni della stampa: secondo il procuratore Giovanni Giorgio, in particolare, si tratta di notizie "destituite di ogni fondamento". Secondo le indiscrezioni, inoltre, sarebbero state trovate tracce di Dna del nigeriano sul corpo di Pamela, accuratamente lavato. A questo riguardo lo stesso procuratore Giorgio ha fatto presente che il risultato degli accertamenti (compresi quelli genetici) del Ris dei carabinieri non è stato ancora depositato.
Intanto il 22enne Desmond Lucky e il 27enne Lucky Awelima, due dei tre nigeriani arrestati con l'accusa di concorso nell'omicidio e nello smembramento del corpo della 18enne Pamela Mastropietro a Macerata, restano in carcere. Lo ha deciso il Tribunale del riesame di Ancona nell’udienza di ieri. Insieme ai due era stato arrestato per le stesse accuse per l’appunto anche Innocent Oseghale, 29 anni, che abitava nella casa del massacro e che resta una sorta di imputato numero uno. Indagato a piede libero invece un quarto nigeriano, di 39 anni, che avrebbe avuto un ruolo più marginale nella vicenda.



Innocent Oseghal, il primo nigeriano arrestato per la morte di Pamela, la ragazza di Roma poi fatta a pezzi e ritrovata in un fossato vicino Maceata, avrebbe confessato l'omicidio durante un colloquio con la sua compagna avvenuto nel carcere dove si trova rinchiuso. A riferirlo è il quotidiano Il Resto del Carlino di Bologna. Nel carcere di Marino del Tronto, Oseghale ha chiesto di poter incontrare la sua compagna, una ragazza italiana, conosciuta dopo essere arrivato dalla Nigeria,  con cui ha anche avuto una bambina. E durante questo colloquio avrebbe detto alla sua compagna "Ho ucciso io Pamela, ho fatto tutto da solo". Il colloquio sarebbe stato però intercettato dagli inquirenti attraverso delle microspie sistemate nel parlatorio del carcere. Oseghale avrebbe dato anche ulteriori elementi incompatibili con le sue precedenti dichiarazioni. Ma su questa confessione gli inquirenti sono molto cauti. I dubbi che una sola persona sia riuscita a compiere quel massacro sono infatti molti, vista la brutalità dei colpi sul corpo della povera Pamela.
La Procura di Macerata ha però poi smentito le ricostruzioni della stampa: secondo il procuratore Giovanni Giorgio, in particolare, si tratta di notizie "destituite di ogni fondamento". Secondo le indiscrezioni, inoltre, sarebbero state trovate tracce di Dna del nigeriano sul corpo di Pamela, accuratamente lavato. A questo riguardo lo stesso procuratore Giorgio ha fatto presente che il risultato degli accertamenti (compresi quelli genetici) del Ris dei carabinieri non è stato ancora depositato.
Intanto il 22enne Desmond Lucky e il 27enne Lucky Awelima, due dei tre nigeriani arrestati con l'accusa di concorso nell'omicidio e nello smembramento del corpo della 18enne Pamela Mastropietro a Macerata, restano in carcere. Lo ha deciso il Tribunale del riesame di Ancona nell’udienza di ieri. Insieme ai due era stato arrestato per le stesse accuse per l’appunto anche Innocent Oseghale, 29 anni, che abitava nella casa del massacro e che resta una sorta di imputato numero uno. Indagato a piede libero invece un quarto nigeriano, di 39 anni, che avrebbe avuto un ruolo più marginale nella vicenda.