Cerca nel sito:

martedì 19 giugno 2018

il caso

21/02/2018 19:11

Seguaci dello Stato islamico: non saranno espulsi

Il “pugile dell’Isis” è ormai cittadino italiano: e la Corte d’Assise d’Appello di Milano non se la sente di rimpatriare la moglie nonostante la condanna per attività terroristica

Seguaci dello Stato islamico: non saranno espulsi

Vietato espellere dall’Italia i terroristi. Non basta, come nel caso del “pugile dell’Isis”, che ci sia una chiara adesione alle ideologie dei folli tagliagole: perché scatta il riflesso condizionato e la magistratura può pure inventarsi che cacciare dall'Italia Salma Bencharcki, la donna marocchina condannata per terrorismo internazionale assieme al marito Abderrahim Moutaharrik, “potrebbe provocare la disgregazione del nucleo familiare con grave danno per la prole”. Meglio tenerla quindi con due genitori simili? Sembra bizzarro, eppure è quanto sostengono implicitamente i giudici della Corte d'Assise d'Appello di Milano nella sentenza con cui, lo scorso novembre, hanno ribadito la condanna a 6 anni inflitta in primo grado al campione di boxe e ridotto da 5 a 3 anni e 4 mesi la pena alla moglie. Alla donna, in particolare, sono state riconosciute le attenuanti generiche che hanno comportato la revoca della sospensione della responsabilità genitoriale stabilita in primo grado nei confronti della donna, che si trova ora ai domiciliari. I giudici hanno considerato “il ruolo subalterno della donna all'epoca dei fatti 25enne rispetto a quello assunto da Moutaharrik, tipico della cultura islamica che si desume dall'avere accettato di condividere e supportare anche il progetto di trasferirsi coi figli in Siria, nonostante questo implicasse che il marito si sarebbe sentito libero di raggiungere il martirio per porre in essere quell'attività terroristica per cui aveva ottenuto l'autorizzazione dall'Is”. Eppure, non basta per mettersi al riparo dalle sorprese eliminando la presenza sul territorio nazionale di due tipi del genere. “Non va trascurato - ha argomentato ancora la Corte - che i due figli della coppia vivono in Italia dove sono cresciuti finora e dove tuttora si trovano ospitati dai nonni e che il padre dei bimbi, pur condannato a una pena più severa, essendo ormai divenuto cittadino italiano, non è suscettibile di espulsione dallo Stato”. Uno spot per lo ius soli che più chiaro non si può…