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venerdì 23 febbraio 2018

il caso

13/02/2018 10:15

C’è un “cambio di passo” a Macerata

I legali della famiglia Mastropietro: “Ipotesi overdose? Da scartare, Pamela odiava gli aghi”

C’è un “cambio di passo” a Macerata
Questore sostituito a soli tre mesi dall’insediamento. Salgono a quattro i nigeriani indagati

Non ci sono solo un orrendo omicidio, che però si ha difficoltà a definire tale se ciò comporta la relativa e ovvia imputazione, e una vendetta sommaria contro gli immigrati del quartiere dello spaccio. Nel taccuino doloroso di Macerata c’è anche il pestaggio del gestore di un bar rimasto senza colpevoli, c’è una manifestazione non autorizzata (di Forza Nuova) sciolta a manganellate e c’è un’altra manifestazione durante la quale si è potuto irridere il sangue italiano versato, in questo caso dall’altra parte dell’Adriatico, senza che nessuno potesse proferir parola.

Ora, la notizia di ieri è che il questore è stato rimosso, pardon!, sostituito. Per quello che una nota del Viminale ha definito “normale avvicendamento”, prima che invece fonti interne alla polizia parlassero della necessità di un “cambio di passo”. In effetti, quanto meno col senno di poi, la gestione degli eventi straordinari che hanno sconvolto Macerata qualche perplessità l’aveva destata. A partire da quella smentita circa “riti voodoo” dietro lo smembramento del cadavere di Pamela Mastropietro: una smentita velocissima e infatti assai affrettata. Innanzitutto per una ragione antropologica, non essendo il voodoo trito africano ma haitiano, mentre in Nigeria è particolarmente diffusa la Regla de Ifà, una “santerìa” che prevede uccisioni e smembramenti rituali. Poi perché, come dimostra il cenno al “sezionamento scientifico” del cadavere nella seconda autopsia, scartare quella pista all’inizio di un’indagine particolarmente delicata e complicata è parso un po’ azzardato.

Tant’è. Al posto del questore Vincenzo Vuono arriva il dirigente di Polizia Antonio Pignataro con effetto immediato, vedremo se ciò comporterà anche quel “cambio di passo” nelle tante indagini che la Questura di Macerata si ritrova per le mani. E l’indagine centrale, quella sulla morte di Pamela Mastropietro, anche ieri qualche movimento significativo l’ha fatto registrare. Innanzitutto, dopo giorni a interrogarsi sull’eventualità che Innocent Oseghale potesse aver avuto un complice nel disfarsi del cadavere smembrato, c’è addirittura un quarto nigeriano indagato, che va ad aggiungersi al 29enne che aveva la disponibilità dell’appartamento e a Desmond Lucky e Lucky Awelima, fermati domenica. Al momento l’ipotesi di reato, oltre al vilipendio e all’occultamento di cadavere, è il concorso in omicidio, quindi non ancora l’omicidio. Chissà che qualche novità possa arrivare dagli esami tossicologici, che però hanno tempi più lunghi. Il legale della famiglia Mastropietro, Marco Valerio Verni, peraltro zio della ragazza, ha espresso le sue convinzioni: “Possiamo escludere con certezza che sia stata Pamela a procurarsi un'overdose, se overdose c'è stata. Pamela odiava gli aghi e quei buchi sul polso che sembra le abbiano trovato non ci convincono. Di sicuro non è stata lei a farsi l'iniezione, ma le è stata fatta da qualcun altro: per stordirla, iniettarle un anestetico, perché si voleva abusare di lei? Mia nipote è stata fatta passare come una drogata all'ultimo stadio, ma non era così”. Squarci di verità nella notte fonda di Macerata?