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lunedì 23 aprile 2018

l'inchiesta

11/01/2018 19:22

Le mani della camorra pure sul carburante

Compravano il carico all’estero per aggirare il fisco e rivenderlo sulla rete italiana

Le mani della camorra pure sul carburante

Carburante che arriva dall'estero, società di 'filtro' che omettono di versare l'Iva e prezzo più basso del prodotto alla pompa. Questa la sintesi dell'imponente frode fiscale scoperta dalla Gdf che interessa 16 milioni di litri di carburante provenienti dalla Slovenia e dalla Croazia per un totale di oltre 65 milioni di transazioni illecite. Gli uomini del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Brescia e della Tenenza di Desenzano del Garda, supportati da alcuni Reparti territoriali del Corpo operanti in Campania e Umbria, hanno eseguito sette ordinanze di custodia cautelare in carcere (nonché due misure interdittive riguardanti il divieto di amministrare imprese), disposte dal Gip del Tribunale di Brescia, nei confronti di due broker residenti in Lombardia, quattro persone residenti in Campania ed un'altra residente in Umbria e tutte operanti nella commercializzazione dei prodotti petroliferi. Di riflesso il sequestro preventivo di beni per oltre 5,2 milioni di euro. Nello specifico, spiegano dalla Gdf, "la merce, effettuava due 'viaggi' differenti: un 'viaggio fisico', partendo dall'estero e, a mezzo di autobotti, raggiungendo direttamente depositi fiscali ubicati a Roma, Genova e Vigevano (Pv), per poi essere velocemente inviata presso i distributori stradali; e un 'viaggio cartolare', molto più 'tortuoso' di quello fisico, ma fiscalmente (indebitamente) vantaggioso".

Entrando nel merito del sistema adoperato per la frode, dalla Gdf spiegano che "il carburante veniva formalmente ceduto, dapprima, a due società cartiere formalmente ubicate in Bulgaria e Romania, ma gestite dall'organizzazione criminale" e poi in un secondo momento "veniva fatturato a due 'cartiere' italiane, le quali non versavano le imposte. Infine, il carburante veniva venduto a imprese che gestiscono distributori stradali, tre delle quali sono risultate consapevoli del sistema di frode posto in essere". Le società "fittiziamente interposte", precisano le Fiamme gialle, avevano sede effettiva ed occulta in un bunker in provincia di Napoli. Inoltre i finanzieri bresciani hanno scoperto il nascondiglio individuando un vero e proprio "sistema di sicurezza anti-polizia". L'ufficio, infatti "era dotato di telecamere di sorveglianza interne ed esterne e di un ingresso blindato di piccole dimensioni" e, concludono dalla Gdf, "gli elementi probatori hanno consentito di ipotizzare che il meccanismo di frode sia stato perpetrato al fine di agevolare la 'Camorra' campana". Al momento in tutto risultano indagate 14 persone.