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venerdì 15 dicembre 2017

La sicurezza, questa sconosciuta

06/12/2017 13:31

Spara dal balcone: pena più alta che al ladro

Sgomento dell’uomo, che ora rischia di dover risarcire il ferito

Spara dal balcone: pena più alta che al ladro

A Trieste invece topo d’appartamento muore precipitando al suolo

La cronaca che arriva da Brescia testimonia di un Paese al contrario. Dove l’uomo che sparò dalla finestra al ladro che, con altri complici, aveva appena fatto saltare uno sportello bancomat, ha patteggiato una pena a 2 anni e 8 mesi, per tentato omicidio, di quattro mesi più alta rispetto allo stesso ladro.
La storia, riportata dal 'Giornale di Brescia', è quella di Giuseppe Chiarini, 40enne di Calcinatello (Brescia) che la sera del 29 gennaio 2016 si affacciò al balcone di casa e sparò alcuni colpi di fucile, ferendo il 20enne romeno Cristian Filimon che stava caricando con altri connazionali la cassaforte su un furgone. Filimon ha patteggiato una pena inferiore di quattro mesi rispetto a Chiarini. Patteggiamenti tra i quattro anni e otto mesi e i tre anni anche per altri componenti del gruppo che, dopo decine di colpi tra Brescia, Mantova e Verona al telefono dicevano: "L'Italia una volta era buona, adesso è buona solo per fare bancomat, qualsiasi altra cosa non va qui in Italia". "Purtroppo questa è l'Italia" è il commento amaro di Chiarini. "Ora rischio anche di dover risarcire quel ladro che ho ferito perché se dirà che non potrà più lavorare lo dovrò mantenere per tutta la vita".

Storia diametralmente opposta quella che arriva da Trieste dove invece un ladro si è arrampicato su una grondaia per raggiungere il primo piano di una villetta e, approfittando del fatto che non c'erano i proprietari, intrufolarsi e rubare. Forse però, qualcuno dice a causa della forte bora, è caduto ed è morto. È accaduto nella zona di via Picardi, nel capoluogo giuliano. A trovare il corpo dell'uomo la proprietaria, sul retro della casa e vicino c'erano i resti di una grondaia rotta e di una tettoia, danneggiata.
La vittima è un cittadino 50enne del Montenegro, che aveva addosso due grossi cacciavite, di quelli utilizzati per forzare serrature o compiere effrazioni, molto denaro contante e oggetti di valore, probabile provento di un precedente furto. Sulla vicenda indagano i Carabinieri. A causa delle temperature basse di questi ultimi giorni, da un'ispezione medica sul corpo non è stato possibile stabilire con precisione a quando risale la morte.