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venerdì 24 novembre 2017

Cronache

13/11/2017 13:32

Anche una donna dietro la strage di Capaci?

Tracce di dna femminile su alcuni reperti trovati vicino al cratere dell'attentato a Falcone. Indaga la procura di Caltanissetta

Anche una donna dietro la strage di Capaci?

 

Tracce genetiche riconducibili a una persona di sesso femminile sarebbero state accertate su alcuni reperti recuperati dalla polizia scientifica nei pressi del luogo dove avvenne la strage di Capaci che costò la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e a tre agenti della scorta. L'indiscrezione, pubblicata stamane dal quotidiano La Repubblica, confermerebbe la presenza di una donna nel teatro dell'attentato. I reperti "4A" e "4B" sono due guanti in lattice che vennero trovati a 63 metri dal cratere provocato dall'esplosione assieme a una torcia e a un tubetto di mastice.
I magistrati della Procura di Caltanissetta, che conducono le indagini sulla strage, li hanno affidati a uno dei maggiori esperti del settore, il professor Nicola Resta, docente di genetica medica dell'università di Bari, che è giunto a queste conclusioni.
Dai guanti in lattice il perito ha estrapolato i codici genetici "di almeno altri tre individui dove però la componente femminile attribuibile a un 
Tracce genetiche riconducibili a una persona di sesso femminile sarebbero state trovate su alcuni reperti recuperati dalla polizia scientifica nei pressi del luogo dove avvenne la strage di Capaci che costò la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e a tre agenti della scorta. L'indiscrezione, pubblicata stamane dal quotidiano La Repubblica e ripresa dall'Ansa, confermerebbe la presenza di una donna nel teatro dell'attentato. I reperti "4A" e "4B" sono due guanti in lattice che vennero trovati a 63 metri dal cratere provocato dall'esplosione assieme a una torcia e a un tubetto di mastice.
I magistrati della Procura di Caltanissetta, che conducono le indagini sulla strage, li hanno affidati a uno dei maggiori esperti del settore, il professor Nicola Resta, docente di genetica medica dell'università di Bari, che è giunto a queste conclusioni.
Dai guanti in lattice il perito ha estrapolato i codici genetici "di almeno altri tre individui dove però la componente femminile attribuibile a un