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domenica 22 ottobre 2017

Il caso

12/10/2017 08:49

A pranzo con il Papa: detenuti evadono

L’incontro col pontefice si trasforma in un’occasione per allontanarsi dalla casa di reclusione nel Modenese

A pranzo con il Papa: detenuti evadono
Grazie ad una  falla nei sistemi di sorveglianza due carcerati, accompagnati da alcuni volontari, hanno fatto perdere le proprie tracce

OC. L’incontro del pontefice si trasforma in un’occasione per allontanarsi dalla casa di reclusione nel Modenese
TIT. A pranzo con il Papa: detenuti evadono
SOM. I due, accompagnati da alcuni volontari, facevano parte della comitiva scelta per partecipare 
all’incontro con Bergoglio . Ma a Bologna hanno fatto perdere le proprie tracce
Il pranzo con il Papa è stata un’occasione per evadere. È successo a Bologna, lo scorso primo ottobre, in occasione della visita di Bergoglio in Emilia Romagna. Due detenuti, che insieme ad altri, sono andati all’incontro organizzato  nella basilica di San Petronio, si sono allontanati senza fare ritorno nella casa di reclusione di Castelfranco Emilia, nel Modenese, dove erano internati. 
Stando a quanto emerso, i due, uomini di origine napoletana e già protagonisti di episodi del genere in passato, facevano parte di una 'comitiva' di una ventina di persone, partita dall'istituto nel Modenese per prendere parte al pranzo per i poveri al quale ha partecipato Papa Francesco dopo la recita dell'Angelus in piazza Maggiore.
Non è chiaro se a quell'incontro abbiano effettivamente partecipato, ma di sicuro sono riusciti ad allontanarsi dagli accompagnatori - dei volontari - facendo perdere le loro tracce.
Quando si è scoperto che i due erano spariti, probabilmente durante o subito dopo l’Angelus, ma gli accertamenti sono in corso,  al cappellano e ai volontari-educatori non è rimasto altro da fare che avvertire le forze dell’ordine. Del resto il gruppo di carcerati era in uscita libera, accompagnati proprio dagli organizzatori della parrocchia, ma senza scorta e alcun tipo di controllo sia durante il viaggio sia durante la sosta a Bologna.
E così, mentre Papa Francesco, continuava la sua visita nella città felsinea ignaro di quanto accaduto, la comitiva modenese tornava a “casa” con due poltrone vuote sulla corriera.
Sulla vicenda vige il più stretto riserbo, anche perché la fuga dei due è stata possibile grazie a un’evidente falla nei sistemi di sorveglianza.
La casa di lavoro e reclusione dove i due sono detenuti è una struttura per il reinserimento sociale alternativa al carcere  ed è composta da due distinte sezioni, una delle quali per tossicodipendenti, la seconda per internati, cioè per soggetti sottoposti a una misura di sicurezza detentiva perché ritenuti socialmente pericolosi, come nel caso dei due napoletani. 
La segnalazione dell'allontanamento delle due persone, che già in passato erano riuscite a scappare dalla struttura per brevi periodi, è stata inviata alle autorità e sono stati avviati accertamenti, presumibilmente da parte della polizia penitenziaria. 
Le indagini sono rimaste top secret fino a pochi giorni fa quando gli investigatori si sono presentati in Curia a Bologna per chiedere informazioni agli organizzatori del pranzo con Papa Bergoglio, al quale i due avrebbero dovuto prendere parte. Notizie che potrebbero tornare utili per trovare i fuggitivi. 
Quando saranno rintracciati, dovranno ricominciare a scontare la pena accessoria loro inflitta, ripartendo dall'inizio nel loro percorso di reinserimento.
Il pranzo con il Papa è stata un’occasione per evadere. È successo a Bologna, lo scorso primo ottobre, in occasione della visita di Bergoglio in Emilia Romagna. Due detenuti, che insieme ad altri, sono andati all’incontro organizzato  nella basilica di San Petronio, si sono allontanati senza fare ritorno nella casa di reclusione di Castelfranco Emilia, nel Modenese, dove erano internati. 

Stando a quanto emerso, i due, uomini di origine napoletana e già protagonisti di episodi del genere in passato, facevano parte di una 'comitiva' di una ventina di persone, partita dall'istituto nel Modenese per prendere parte al pranzo per i poveri al quale ha partecipato Papa Francesco dopo la recita dell'Angelus in piazza Maggiore.

Non è chiaro se a quell'incontro abbiano effettivamente partecipato, ma di sicuro sono riusciti ad allontanarsi dagli accompagnatori - dei volontari - facendo perdere le loro tracce.

Quando si è scoperto che i due erano spariti, probabilmente durante o subito dopo l’Angelus, ma gli accertamenti sono in corso,  al cappellano e ai volontari-educatori non è rimasto altro da fare che avvertire le forze dell’ordine. Del resto il gruppo di carcerati era in uscita libera, accompagnati proprio dagli organizzatori della parrocchia, ma senza scorta e alcun tipo di controllo sia durante il viaggio sia durante la sosta a Bologna.

E così, mentre Papa Francesco, continuava la sua visita nella città felsinea ignaro di quanto accaduto, la comitiva modenese tornava a “casa” con due poltrone vuote sulla corriera.

Sulla vicenda vige il più stretto riserbo, anche perché la fuga dei due è stata possibile grazie a un’evidente falla nei sistemi di sorveglianza.

La casa di lavoro e reclusione dove i due sono detenuti è una struttura per il reinserimento sociale alternativa al carcere  ed è composta da due distinte sezioni, una delle quali per tossicodipendenti, la seconda per internati, cioè per soggetti sottoposti a una misura di sicurezza detentiva perché ritenuti socialmente pericolosi, come nel caso dei due napoletani. 

La segnalazione dell'allontanamento delle due persone, che già in passato erano riuscite a scappare dalla struttura per brevi periodi, è stata inviata alle autorità e sono stati avviati accertamenti, presumibilmente da parte della polizia penitenziaria. 

Le indagini sono rimaste top secret fino a pochi giorni fa quando gli investigatori si sono presentati in Curia a Bologna per chiedere informazioni agli organizzatori del pranzo con Papa Bergoglio, al quale i due avrebbero dovuto prendere parte. Notizie che potrebbero tornare utili per trovare i fuggitivi. 

Quando saranno rintracciati, dovranno ricominciare a scontare la pena accessoria loro inflitta, ripartendo dall'inizio nel loro percorso di reinserimento.

cb