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martedì 21 novembre 2017

13/09/2017 11:38

Primo giorno di scuola. Per i carabinieri

Caos da Udine a Roma per la vaccinazione obbligatoria. Famiglie costrette all’andirivieni

Primo giorno di scuola. Per i carabinieri
Alcuni genitori si sono dovute rivolgere alle forze dell’ordine per far valere le loro ragioni

Corsi, ricorsi e caos. Con un risultato solo: tensione alle stelle, disparità di trattamento e malcontento diffuso. C’era da aspettarselo, ma l’apertura delle scuole ha portato con sé, in coincidenza con l’entrata in vigore della vaccinazione obbligatoria, una ventata di disorganizzazione. E le polemiche fioccano.

I casi segnalati con più clamore arrivano da tre angoli della nazione. Diversi bambini sono stati rifiutati a scuola perché non vaccinati. A Latisana (in provincia di Udine) una donna ha portato la figlia all'asilo senza firmare l'autocertificazione sull'avvenuta vaccinazione. Inevitabile il tira e molla: quando la scuola l'ha richiamata agli obblighi di legge, ha chiamato i carabinieri. La bambina è stata ammessa a scuola con riserva, entrando regolarmente, anche perché tra le pieghe di questo decreto Lorenzin fin troppe debolezze possono essere, a quanto pare, individuate: la mamma infatti non si è opposta alla vaccinazione, ma all'autocertificazione applicata dalla Regione Friuli Venezia Giulia contestando nello specifico le righe finali del documento dove si precisa che i dati forniti "saranno trattati dal personale scolastico, docente e non docente". Per questo il suo legale ha presentato la cartolina di invio della raccomandata con cui la signora ha chiesto un appuntamento all'azienda sanitaria per la vaccinazione. Secondo il sindaco di Latisana, Daniele Galizio, a questo punto "c'erano gli elementi per accogliere la bambina in asilo". La normativa prevede infatti che sia firmata l'autocertificazione di avvenute vaccinazioni o prodotta la prova di aver chiesto un appuntamento all'azienda sanitaria.

Pure a Roma, problemi. Nella fattispecie per le famiglie costrette ad un andirivieni tra segreterie scolastiche e uffici sanitari. Emblematici i numeri dell'istituto comprensivo di via Aretusa, nella zona di La Rustica, resi noti dalla preside Donatella Gentilini. "Su 263 alunni, in 97 non erano in regola con la documentazione sulle vaccinazioni. Buona parte l'ha regolarizzata in mattinata, alcuni bambini però li abbiamo dovuti rimandare a casa invitandoli a tornare domani con l'autocertificazione. Parliamo di pochi casi, forse una decina". Non pochi, però: "Al momento sul totale degli iscritti, un 15% non è ancora in regola. Per ora - ha aggiunto la preside - non ci sono state questioni di principio, ma solo di ritardo. La definirei 'sciatteria intellettuale' nel senso che non si è data la dovuta importanza alla scadenza fissata per ieri".

Un caso è stato segnalato anche a Milano, nella scuola materna di via Goldoni. La preside, dopo essersi accertata che una bimba di tre anni non era vaccinata, ha invitato una coppia di genitori a riportarla a casa. I due però, convinti nella loro posizione, hanno chiamato i carabinieri che hanno solo potuto prendere atto della situazione. La coppia potrà sporgere denuncia.