Cerca nel sito:

martedì 21 novembre 2017

Cronaca

13/09/2017 14:42

Febbre Chikungunya, boom di casi in poche ore nel Lazio

La patologia virale viene trasmessa da zanzare infette

Febbre Chikungunya, boom di casi in poche ore nel Lazio
La Regione: 'Il numero è salito a tredici'. Convocata d'urgenza una riunione operativa con i responsabili dei Centri nazionali di sangue e trapianti 

 

Prima tre, poi sette e ora tredici. Continua a salire il numero di casi accertati e verificati dal Sistema regionale sorveglianza malattie infettive legati alla Chikungunya, la patologia virale che viene trasmessa da zanzare infette. 
La malattia è caratterizzata da febbre acuta e trasmessa da zanzare infette del genere Aedes, come Aedes aegypti (che trasmette anche la febbre gialla e la dengue) e Aedes albopictus, comunemente chiamata zanzara tigre. Come riporta Epicentro, portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica, la malattia non è letale (la mortalità è dello 0,4%), ma i sintomi possono essere molto acuti, simili a quelli di una forte influenza: dopo un periodo di incubazione di 3-12 giorni, si manifestano febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e soprattutto importanti dolori alle articolazioni (da qui il nome chikungunya, che in lingua swahili significa “ciò che contorce”), tanto da limitare i movimenti dei malati.
La Regione Lazio non è rimasta a guardare. Dopo aver comunicato l’aggiornamento sui casi, verificati ad Anzio e nella zona sud-est di Roma, l’ente ha convocato per questa mattina un’altra riunione operativa con i responsabili del Centro nazionale sangue e del Centro nazionale trapianti per “monitorare la situazione ed assumere le iniziative necessarie”.
In precedenza, invece, l’Asl Rm2 ha già indicato, per due volte, al Comune di Roma di procedere ad un piano straordinario di disinfestazione.
Non è la prima volta che accade in Italia, nell'agosto del 2007 sono stati notificati i primi casi autoctoni in Emilia Romagna, circa 250, e si registrò anche un decesso, una donna che soffriva anche di altre malattie. 
Per quanto riguarda le donazioni di sangue, non sembra ancora presa la decisione di sospenderle, anche se questa misura precauzionale dovrebbe essere adottata già dalle prossime ore.

 

Prima tre, poi sette e ora tredici. Continua a salire il numero di casi accertati e verificati dal Sistema regionale sorveglianza malattie infettive legati alla Chikungunya, la patologia virale che viene trasmessa da zanzare infette. 

La malattia è caratterizzata da febbre acuta e trasmessa da zanzare infette del genere Aedes, come Aedes aegypti (che trasmette anche la febbre gialla e la dengue) e Aedes albopictus, comunemente chiamata zanzara tigre. Come riporta Epicentro, portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica, la malattia non è letale (la mortalità è dello 0,4%), ma i sintomi possono essere molto acuti, simili a quelli di una forte influenza: dopo un periodo di incubazione di 3-12 giorni, si manifestano febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e soprattutto importanti dolori alle articolazioni (da qui il nome chikungunya, che in lingua swahili significa “ciò che contorce”), tanto da limitare i movimenti dei malati.

La Regione Lazio non è rimasta a guardare. Dopo aver comunicato l’aggiornamento sui casi, verificati ad Anzio e nella zona sud-est di Roma, l’ente ha convocato per questa mattina un’altra riunione operativa con i responsabili del Centro nazionale sangue e del Centro nazionale trapianti per “monitorare la situazione ed assumere le iniziative necessarie”.

In precedenza, invece, l’Asl Rm2 ha già indicato, per due volte, al Comune di Roma di procedere ad un piano straordinario di disinfestazione.

Non è la prima volta che accade in Italia, nell'agosto del 2007 sono stati notificati i primi casi autoctoni in Emilia Romagna, circa 250, e si registrò anche un decesso, una donna che soffriva anche di altre malattie. 

Per quanto riguarda le donazioni di sangue, non sembra ancora presa la decisione di sospenderle, anche se questa misura precauzionale dovrebbe essere adottata già dalle prossime ore.