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venerdì 18 agosto 2017

Cronache

11/08/2017 19:56

Il giallo delle uova contaminate

Il ministero della Salute: c’è solo un caso di prodotti arrivati dall’Olanda, via Francia. Ma per la Coldiretti l'import dai Paesi bassi è molto più elevato

Il giallo delle uova contaminate

 

 In Italia sono arrivati 610 mila chili di uova in guscio di gallina dai Paesi Bassi nei primi cinque mesi del 2017 ai quali si aggiungono però anche 648 mila chili di derivati come uova sgusciate e tuorli freschi, essiccati, congelati o diversamente conservati mentre non sono quantificabili gli alimenti venduti come paste e dolci realizzati con le uova a rischio. E' quanto emerge da una analisi aggiornata della Coldiretti sulla base dei dati Istat in riferimenti la piano di campionamenti su uova, ovoprodotti e carni di pollame per la ricerca di fipronil annunciato dal ministero della Salute dopo che la Commissione Europea ha rilevato che l'Italia figura tra i 15 Paesi ad aver ricevuto uova dalle aziende coinvolte nello scandalo delle uova contaminate con l'insetticida fipronil.

La situazione- sottolinea la Coldiretti- è resa più complessa dalle triangolazioni commerciali come dimostra il sequestro da parte delle autorita' sanitarie italiane di alcuni prodotti provenienti da un'azienda francese che aveva usato le uova di uno degli allevamenti olandesi coinvolti nell'uso del fipronil. Di fronte alle emergenze sanitarie che si rincorrono la Coldiretti chiede di togliere il segreto sulla destinazione finale di tutti i prodotti alimentari importati rendendo finalmente pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall'estero. Con gli italiani che consumano in media circa 215 uova a testa all'anno, di cui 140 tal quali mentre le restanti sotto forma di pasta, dolci ed altre preparazioni alimentari, e' importante- sottolinea la Coldiretti- fare chiarezza e garantire la qualita' e sicurezza di quelle presenti sul mercato nazionale. Grazie alla produzione nazionale di 12,9 miliardi di pezzi l'Italia sarebbe praticamente autosufficiente per il consumo di uova. 

Intanto il ministero della Salute fa sapere che, dai riscontri incrociati, effettuati tra le liste di aziende coinvolte e di quelle che hanno spedito prodotti in Italia negli ultimi tre mesi, al momento risulta solo, da una segnalazione delle autorita' francesi, pervenuta in data 8 agosto, che un'azienda di tale Paese ha acquistato uova da uno degli allevamenti olandesi interessati e le ha trasformate in ovoprodotti che ha poi venduto anche presso un'azienda italiana. Su disposizione del ministero, le autorita' sanitarie locali hanno provveduto a porre sotto sequestro la partita, e quindi il prodotto non e' stato posto in commercio. Pertanto, ad oggi, per il Ministero non risultano distribuiti al consumo uova d derivati (ovoprodotti) contaminate da fipronil sul territorio nazionale. Il ministero della salute, in ogni caso, continua a valutare con attenzione le informazioni relative alla circolazione dei lotti in Europa (anche in considerazione delle nuove segnalazioni sul sistema di allerta comunitario che provengono da Paesi prima non coinvolti), avvalendosi della stretta collaborazione delle autorita' sanitarie regionali e dei Carabinieri Nas. È stato altresi' predisposto un piano di campionamenti su uova, ovoprodotti e carni di pollame per la ricerca di fipronil che verra' attuato in via cautelativa, anche in assenza di segnalazioni specifiche.