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venerdì 18 agosto 2017

Cronache

05/08/2017 07:30

Arriva lo sfratto: uccide moglie e figlio e si suicida

Da Ferrara, in quello che una volta era il ricco Nord-Est, l'ennesima storia di crisi e disperazione

Arriva lo sfratto: uccide moglie e figlio e si suicida

 

 

Da lì a qualche ora, al citofono in ottone della storica palazzina su una piazzetta privata che prende il nome proprio dalla sua famiglia, sarebbe arrivato l’ufficiale giudiziario, con tanto di carabinieri al seguito per eseguire comunque uno sfratto, andato a vuoto un mese prima e dopo la concessione di questa ulteriore ma unica proroga di 30 giorni.

Galeazzo Bartolucci, 77 anni, una vita trascorsa tra le cose belle con il suo mestiere di apprezzato antiquario, da lì a qualche ora avrebbe perso la casa. E forse anche la dignità. Forse soprattutto quella. Ecco perché qualcosa deve essere scattato nella sua testa: ha preso una pistola e ha fatto fuoco contro la moglie Mariella, 73 anni,  e il figlio Giovanni, di 48, uccidendoli all’istante. Poi ha dato fuoco ad alcune masserizie nell’appartamento, come a voler bruciare quella casa, tutto il passato ma soprattutto un presente e un futuro pieno solo di angoscia, da chiudere per sempre sotto una cappa di fumo, da mandare in cenere.

Poi Galeazzo è uscito: ancora mattina presto, ma qualcuno lo ha visto passeggiare nervosamente sotto i portici, distanti poche centinaia di metri da quella casa che intanto stava andando a fuoco e dove stavano arrivando i pompieri, già allertati dai vicini. Aveva ancora con sé la pistola e sempre con quella ha deciso di farla finita anche lui, poggiato su un muretto, spalle ad un muro  e al muro della vita, con il corpo scivolato poi tra un paio di cassonetti della raccolta differenziata.

 Siamo a Ferrara, in quella che una volta era l’Emilia Romagna senza problemi, a un tiro di schioppo dal Veneto e dal perenne miracolo economico del nord-est.  Poi la crisi ha iniziato a farsi sentire anche qui: industrie chiuse, l’agricoltura che non tira più come una volta per i prodotti  che arrivano dall’estero e adesso si usano quelli per i succhi di frutta della nostra infanzia che una volta nascevano proprio in queste campagne, tra il Po e l’Adriatico; il sistema coop in difficoltà dopo le vacche grasse e qualche forzatura del recente passato, il turismo in cerca di un decollo definitivo che però sembra non arrivare mai. Anche se Ferrara è bella, bellissima, con piazze e strade da attraversare in bicicletta. Ma è anche una città, una delle tante, soffocate dalla crisi, come raccontano anche alcuni dei commenti lasciati in calce alla notizia sul sito della Nuova Ferrara, il quotidiano cittadino.

 E chissà quante sono le storie, seminascoste o sottaciute, spesso per vergogna da parte dei diretti interessati, così simili a quella del povero Galeazzo, sopraffatto dai problemi economici e da quello sfratto che stava per diventare esecutivo. Certo, raccontano ancora le cronache dalla città estense, il suo appartamento sarebbe stato dichiarato anche inagibile per via delle scosse di terremoto che due anni ha hanno interessato quelle zone. Ma in un altro periodo, e in un’altra Italia, ad uno stimato e agiato commerciante non sarebbe stato difficile trovare e prendere una nuova casa. E l’ufficiale giudiziario e i carabinieri sarebbero rimasti chiusi nella nebbia che d’inverno a Ferrara avvolge tutto. E che invece adesso, pure qui, si sta facendo nebbia di tutta una vita.

 

 

Igor Traboni