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martedì 21 novembre 2017

Dall'Italia

19/05/2017 15:29

Norcia, Centro Operativo danneggiato dal sisma: undici indagati

L’indagine coordinata dalla procura di Spoleto che vuole accertare eventuali responsabilità

Norcia, Centro Operativo danneggiato dal sisma: undici indagati
Il reato contestato è 'crollo di costruzioni o altri disastri dolosi'

 

Dichiarato inagibile dopo il terremoto del 30 ottobre scorso, l’ex Coc (Centro Operativo Comunale) di Norcia è stato sequestrato. Sono stati inoltre notificati 11 avvisi di garanzia nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura di Spoleto che mira ad accertare eventuali responsabilità nei danni riportati. Un atto dovuto, spiegano gli inquirenti, a tutela degli stessi indagati. Il reato che gli viene contestato - a vario titolo – “è crollo di costruzioni o altri disastri dolosi” (articolo 434 del codice penale, che prevede una pena da 3 a 12 anni).
Gli avvisi hanno riguardato amministratori comunali, funzionari e tecnici dell’epoca, ma anche di altri enti e di ditte private (ditta appaltatrice e collaudatori) che hanno avallato la costruzione e costruito l’edificio. Nel registro compare anche il nome dell’ex sindaco Giampietro Angelini, in carica a fine anni ’90, quando era stata progettata e realizzata la struttura che comprende anche il pub di Porta Romana. Lo stabile, destinato a info-point per l’accoglienza dei turisti, era stato poi consegnato e inaugurato nel 2000.  
Il sequestro è stato effettuato mercoledì dai carabinieri della Tenenza di Norcia su disposizione del procuratore capo Alessandro Cannevale e dei sostituti Patrizia Mattei e Gennaro Iannarone. La Procura ha incaricato un super esperto della materia che già nei prossimi giorni dovrebbe compiere un sopralluogo all’interno dell’edificio per stabilire l’esatta entità dei danni ed eventuali responsabilità. 
“Siamo contenti che ci sia la massima attenzione sugli edifici della nostra città. Indagini come questa ci aiuteranno a migliorare e a trovare le soluzioni più idonee ai problemi” ha detto il sindaco di Norcia Nicola Alemanno rispondendo all’Ansa in merito all’indagine, esprimendo “il massimo rispetto e fiducia nei confronti dell’operato della magistratura“. “Quella struttura – ha aggiunto – non era ‘strategica’ per le situazioni d’emergenza. Dopo la scossa del 24 agosto ci avevamo comunque allestito il Coc per l’inagibilità degli uffici comunali. E lì è rimasto fino al Terremoto del 30 ottobre quando l’edificio è stato dichiarato inagibile”. 
Alemanno ha specificato che nessun membro della attuale giunta è coinvolto nell'indagine. “Eravamo a conoscenza dell'indagine, ma l'attuale giunta è completamente estranea ai fatti –ha dichiarato inoltre l’assessore alla Comunicazione istituzionale Giuseppina Perla all’Agi – Dopo la scossa del 24 agosto avevamo deciso di ospitare Protezione civile e autorità in quella struttura. Abbiamo deciso di trasferire le attività lì perché eravamo in piena emergenza”.
L’ex Coc era stato infatti individuato  come base operativa strategica della Protezione civile e delle autorità dopo il sisma del 24 agosto, oltre ad essere Centro operativo comunale quindi ha ospitato anche numerosi sfollati. Lo stesso sindaco Nicola Alemanno, insieme ai suoi concittadini, aveva dormito a lungo nell’edificio, che era ritenuto sicuro ai fini antisismici.
In seguito alla scossa del 30 ottobre di 6.5 gradi di magnitudo lo stabile era stato danneggiato (ma è rimasto comunque in piedi), tanto che il Coc era stato trasferito in delle tende montate nel piazzale antistante.
Il Centro Operativo Comunale, si ricorda, è il centro operativo a supporto del Sindaco e/o del suo Assessore delegato alla Protezione Civile per la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione.
Dichiarato inagibile dopo il terremoto del 30 ottobre scorso, l’ex Coc (Centro Operativo Comunale) di Norcia è stato sequestrato. Sono stati inoltre notificati 11 avvisi di garanzia nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura di Spoleto che mira ad accertare eventuali responsabilità nei danni riportati. Un atto dovuto, spiegano gli inquirenti, a tutela degli stessi indagati. Il reato che gli viene contestato - a vario titolo – “è crollo di costruzioni o altri disastri dolosi” (articolo 434 del codice penale, che prevede una pena da 3 a 12 anni).

 

Gli avvisi hanno riguardato amministratori comunali, funzionari e tecnici dell’epoca, ma anche di altri enti e di ditte private (ditta appaltatrice e collaudatori) che hanno avallato la costruzione e costruito l’edificio. Nel registro compare anche il nome dell’ex sindaco Giampietro Angelini, in carica a fine anni ’90, quando era stata progettata e realizzata la struttura che comprende anche il pub di Porta Romana. Lo stabile, destinato a info-point per l’accoglienza dei turisti, era stato poi consegnato e inaugurato nel 2000. 

Il sequestro è stato effettuato mercoledì dai carabinieri della Tenenza di Norcia su disposizione del procuratore capo Alessandro Cannevale e dei sostituti Patrizia Mattei e Gennaro Iannarone. La Procura ha incaricato un super esperto della materia che già nei prossimi giorni dovrebbe compiere un sopralluogo all’interno dell’edificio per stabilire l’esatta entità dei danni ed eventuali responsabilità. 

“Siamo contenti che ci sia la massima attenzione sugli edifici della nostra città. Indagini come questa ci aiuteranno a migliorare e a trovare le soluzioni più idonee ai problemi” ha detto il sindaco di Norcia Nicola Alemanno rispondendo all’Ansa in merito all’indagine, esprimendo “il massimo rispetto e fiducia nei confronti dell’operato della magistratura“. “Quella struttura – ha aggiunto – non era ‘strategica’ per le situazioni d’emergenza. Dopo la scossa del 24 agosto ci avevamo comunque allestito il Coc per l’inagibilità degli uffici comunali. E lì è rimasto fino al Terremoto del 30 ottobre quando l’edificio è stato dichiarato inagibile”. Alemanno ha specificato che nessun membro della attuale giunta è coinvolto nell'indagine. 

“Eravamo a conoscenza dell'indagine, ma l'attuale giunta è completamente estranea ai fatti –ha dichiarato inoltre l’assessore alla Comunicazione istituzionale Giuseppina Perla all’Agi – Dopo la scossa del 24 agosto avevamo deciso di ospitare Protezione civile e autorità in quella struttura. Abbiamo deciso di trasferire le attività lì perché eravamo in piena emergenza”.

L’ex Coc era stato infatti individuato  come base operativa strategica della Protezione civile e delle autorità dopo il sisma del 24 agosto, oltre ad essere Centro operativo comunale quindi ha ospitato anche numerosi sfollati. Lo stesso sindaco Nicola Alemanno, insieme ai suoi concittadini, aveva dormito a lungo nell’edificio, che era ritenuto sicuro ai fini antisismici.

In seguito alla scossa del 30 ottobre di 6.5 gradi di magnitudo lo stabile era stato danneggiato (ma è rimasto comunque in piedi), tanto che il Coc era stato trasferito in delle tende montate nel piazzale antistante.

Il Centro Operativo Comunale, si ricorda, è il centro operativo a supporto del Sindaco e/o del suo Assessore delegato alla Protezione Civile per la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione.