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martedì 21 novembre 2017

Italia a pezzi

19/05/2017 15:01

Clamoroso furto a Pompei. Il ministro tace

Reperto di valore rubato in pieno giorno, durante una mostra in una sala senza videosorveglianza

Clamoroso furto a Pompei. Il ministro tace

 

Le parole che state per leggere risalgono al 9 febbraio scorso: "Prima era un esempio negativo, ora Pompei, come abbiamo sentito dalle parole della commissaria europea Corina Cretu, è non soltanto un luogo in cui si sono rispettati i tempi, ma è anche il simbolo di una storia di riscatto”. A pronunciarle, proprio nel corso della visita in pompa magna della Cretu, era stato Dario Franceschini, scrittore dal discreto successo ma soprattutto ministro dei Beni Culturali ed esponente di spicco del Pd.

In queste ore, invece, non ci è capitato di leggere nessun’altra dichiarazione di Franceschini, soprattutto su quanto accaduto a Pompei, che ha davvero dell’incredibile e di poco culturale e di cui menar vanto in giro per l’Europa: durante l’apertura al pubblico, è stato rubato un reperto di valore, ovvero una borchia in bronzo risalente al VI secolo A.C., applicata su una riproduzione della porta di Torre Satriano, in esposizione nella mostra "Pompei e i greci" allestita nella Palestra grande degli scavi di Pompei. Un reperto proveniente dal Museo archeologico nazionale della Basilicata "Dinu Adamesteanu” di Potenza e dunque una ferita per l’intero patrimonio del Sud.

Un furto alla Arsenio Lupin: “La  borchia – ha infatti dichiarato il direttore generale degli scavi di Pompei, Massimo Osanna – era avvitata sul pannello espositivo e coperta da lastra trasparente di protezione; pertanto la rimozione del pezzo deve aver richiesto un tempo necessario a evitare i controlli”.

Controlli evidentemente non così ferrei: anche se il flusso dei visitatori è notevole, nessuno si è accorto di una o più persone intente a portar via il reperto. A quanto pare, inoltre, nella saletta che ospita la teca, il sistema di videosorveglianza non c’è.

Il danno all’immagine dell’Italia, inoltre, è doppio, perché alla mostra sono in esposizione anche oggetti prestati dal British Museum, dal museo di Monaco e da quello greco di Olimpia.

Eppure, dal ministro Franceschini neppure una parola. Forse, lui e la sua parte politica, le avranno spese tutte quando a Pompei si staccava un pezzettino di mosaico, dopo millenni, e tutti a chiedere le dimissioni di Sandro Bondi, ministro dell’epoca

 

Commenti 

1

19/05/2017 17:05

Postato da semovente

Vorrei dire al poco simpatico ministro Francescini che un furto è molto più grave di un crollo dovuto alla veneranda etaà dei monumenti. Per quattro tegole cadute non per colpa ma per vetustà un ministro in passato fu costretto a dimettersi. Lei che invece non è riuscito ad evitare un furto ancora aspetta di prendere la decisione di DIMETTERSI E SUBITO.