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sabato 25 marzo 2017

l'inchiesta

10/01/2017 17:51

Spioni della finanza con le orecchie su Draghi, Renzi e Monti

I due arrestati avrebbero messo le mani anche su notizie sensibili circa la sicurezza dello Stato

Spioni della finanza con le orecchie su Draghi, Renzi e Monti

Avevano messo le mani anche su segreti di Stato. Catalogando tutto: un elenco di 18'327 username (il nome con cui un utente viene riconosciuto online) di cui 1'793 corredate da password e catalogate in 122 categorie denominate 'Nick' che indicano la tipologia di target (politica, affari, etc...) oppure le iniziali di nomi e cognomi. Un database enorme e soprattutto estremamente sensibile quello trovato nelle mani delle due persone arrestate dalla Polizia con l'accusa di aver realizzato una centrale di cyberspionaggio per raccogliere notizie e dati di politici, pubbliche amministrazioni, studi professionali e imprenditori di livello nazionale. La Polizia italiana ha così smantellato la centrale di cyberspionaggio che per anni ha raccolto notizie riservate. Basti pensare che tra le vittime ci sarebbero anche l'ex presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi e il presidente della Banca centrale europea (Bce) Mario Draghi. Anche due computer in uso ai collaboratori del cardinale Gianfranco Ravasi - dal 2007 presidente del Pontificio Consiglio della cultura, della Pontifica Commissione di archeologia sacra e del consiglio di coordinamento tra accademie pontificie - risultano "compromessi".

L'indagine, condotta dalla Polizia postale e coordinata dalla procura di Roma, ha portato all'arresto di due persone, un ingegnere nucleare e sua sorella, residenti a Londra ma domiciliati a Roma e conosciuti nel mondo dell'alta finanza capitolina. Ai due vengono contestati i reati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato ed intercettazione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche.

rv