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venerdì 15 dicembre 2017

L'editoriale di Francesco Storace

10/01/2017 05:50

MANCO LE BESTIE

Malati allo sbando. Il mito fasullo del risparmio cancella il diritto alla salute

MANCO LE BESTIE
A Nola chi va al pronto soccorso riceve le prime cure per terra perché non ci sono barelle. Altro che De Luca commissario per la sanità...

 

Nola non è Siena e l'ospedale non è una banca rossa. Quindi, non si trovano ne' venti miliardi ne' un milione di euro per evitare la vergogna che ieri è esplosa con la forza violenta delle immagini: non si erano ancora visti, in un paese che non sia in guerra, malati curati a terra perché non ci sono le barelle.

È la sanità campana, quella per cui si è rischiata una crisi di governo perché De Luca pretendeva di essere nominato commissario di governo. Andrebbe messo in condizioni di non nuocere un governatore così. Forse fa meno danni quando propone fritture di pesce in cambio di voti.

Fa davvero schifo una situazione tanto disastrosa. Quello che dovrebbe essere il pronto soccorso di un ospedale di una città non proprio lillipuziana, trasformato in una specie di inferno in terra dove chi arriva al pronto soccorso non vede l'ora di scappare a morire da un'altra parte.

Non ci sono più barelle. Ma costano? Se le devono portare da casa? Dobbiamo fare una colletta? Quarantamila abitanti della comunità nolana e oltre centomila dell'hinterland hanno diritto o no di sapere che se si sentono male, l'arrivo in ospedale non corrisponda all'anticamera del cimitero?

A ciascuno può capitare di avere un malore e puntare diritto verso il nosocomio più vicino. Ma a nessuno può succedere di essere sbattuto a terra per ricevere le prime cure. Manco le bestie.

I fatti sono accaduti pochi giorni fa, ma solo ieri se ne è parlato grazie alla rete (e poi ai telegiornali) che evidentemente non diffonde solo  bufale. Che casomai sono prerogativa di chi governa e spera nel silenzio complice dell'informazione. Ma anche questo è evidentemente conseguenza di tagli continui al settore, per tutto l'ospedale si racconta che ci siano quindici barelle di cui dieci per il pronto soccorso: e come cavolo si fa ad andare avanti così? La Lorenzin ha mandato i carabinieri dei NAS, ma servono più soldi che il tintinnio di manette in situazioni del genere.

C'è da chiedersi se non sia meglio il debito per garantire servizi che il risparmio su tutto per far bella figura con l'Europa...

Qualche tempo fa anche al San Camillo di Roma ci siamo garantita la nostra splendida performance col paziente morto al pronto soccorso perché non si trovava un solo posto in ospedale. Ancora ci stiamo interrogando su di chi sia stata la responsabilità per un trattamento indegno.

De Luca annuncia un'ispezione interna all'ospedale di Nola per capire se c'è traccia di colpevoli in una vicenda che ha stupito l'Italia intera. Se vuole cercarne, provi con uno specchio nel bagno di casa e troverà sicuramente l'identikit identico a un governatore che accumula potere ma lascia marcire le strutture sanitarie in una maniera orrenda.

Tanto, come al solito, finirà tutto a tarallucci e vino, con scorno di chi paga le tasse per servizi sempre più inadeguati. Per lorsignori e' più importante un punto di pil che uno di sutura; eppure la vita delle persone, la loro dignità, il decoro di un ospedale non dovrebbero mai essere in secondo piano rispetto ai maledetti denari che sembrano non esserci mai

Francesco Storace