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venerdì 24 febbraio 2017

L'emergenza

08/11/2016 09:12

L'urlo dei terremotati: 'Ci sentiamo trascurati'

I Sindaci dei comuni colpiti dal sisma denunciano la situazione

L'urlo dei terremotati: 'Ci sentiamo trascurati'
Dopo la denuncia di Amatrice, il primo cittadino di Arquata rincara la dose. E a Ussita e Acquasanta si teme lo spopolamento 

 

Non è stato solo il Sindaco di Amatrice ieri a lanciare l’allarme nel corso dell’incontro, cui hanno preso parte circa 600 sindaci provenienti da tutta Italia, organizzato dall’Anci nazionale in collaborazione con la Camera dei Deputati. 
La sessione si è aperta proprio con un lungo applauso ai sindaci dei Comuni colpiti dal sisma dell'Italia centrale. “Un abbraccio ai sindaci dei Comuni colpiti”, è l'esordio della presidente Laura Boldrini che ringrazia i soccorritori e la Protezione Civile per l'intervento realizzato in questi giorni d'emergenza. 
Solidarietà che però non basta. Anche perché i sindaci si sentono già abbandonati. “C’è una differenza tra dieci giorni e due mesi. Comprendiamo che ora l’attenzione è tutta rivolta” ai Comuni colpiti dall'ultimo terremoto ma “ci sentiamo leggermente trascurati” ha spiegato il sindaco di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci commenta le parole dette in Aula su Amatrice dal suo collega Sergio Pirozzi. “Nel mio Comune non c'è neanche una persona. Si è fermato tutto, non c'è neanche una mensa, un esercizio aperto per comprare un panino”, racconta Petrucci sottolineando come i conteggi per le casette siano da rifare dopo il sisma del 30 ottobre. “Le istituzioni sono sempre presenti, certo, ma i fari ora sono tutti puntati su Norcia, eppure il territorio è lo stesso”. 
Drammatica anche la situazione ad Acquasanta (Ascoli Piceno). “Avevamo già grossi problemi con la scossa del 24 agosto - ha detto il sindaco Sante Stangoni - ora abbiamo molti sfollati, con circa 700 persone al mare; a questo punto dobbiamo capire quanti sono disposti a tornare nel nostro territorio per cercare di mantenere il tessuto sociale del territorio, visto che è già stato colpito nel recente passato da un forte spopolamento. Ora siamo tutti impegnati nel quotidiano, ma in termini generali - ha aggiunto il sindaco marchigiano - bisogna capire se ha senso o meno ricostruire, in questo ambito il primo decreto ci ha dato un a mano, ora vedremo cosa conterrà il secondo. L’importante è accelerare sugli iter burocratici”.
Il sindaco di Ussita, Marco Rinaldi, invece chiede “correttivi al decreto” indicando “il sollievo dai mutui Cdp e Mef”, “il ristoro del mancato gettito Imu-Tasi”, “la restituzione delle rate già pagate del fondo di solidarietà comunale. Solo così può ripartire il tessuto economico delle zone colpite”. "Nell'area del sisma - ha continuato Rinaldi - ci sono molti 'Comuni imprenditori', soprattutto nel turismo. Penso ai tanti impianti sportivi di proprietà comunale su cui serve un aiuto immediato per sopperire al mancato incasso, alla messa in sicurezza o ricostruzione e alla garanzia un minimo di occupazione ai dipendenti che in queste strutture lavoravano”. Per il futuro la priorità “è una pianificazione di alto spessore, su aree omogenee, che metta al centro la vocazione turistica dei territori. Serve poi uno strumento programmatico capace di favorire un sistema economico integrato in grado di azzerare tutti gli errori del passato. Solo così si evitano lo spopolamento e la conseguente desertificazione dell'area. Ma la risposta deve essere seria e immediata”.
“Noi sappiamo che saremo processati – interviene invece il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno – sappiamo che qualcuno verrà a vedere le nostre carte, ma io chiedo di poter essere processato anche tra 15 anni, anche tra 20 anni, perché sto spendendo soldi pubblici. Però ora abbiamo bisogno di risposte immediate chiediamo di poter agire, di poter fare” spiega aggiungendo “bisogna fare presto, servono risposte concrete e immediate”. Il primo rischio da evitare è quello della de antropizzazione – conclude -  e per scongiurarlo bisogna puntare su due pilastri, scuola e lavoro". 
Appelli a cui hanno risposto sia il ministro dell'Interno sia la presidente della Camera. “Noi confermiamo il nostro impegno, non vi lasceremo soli e faremo di tutto per tenere viva l'attenzione generale – ha detto la Boldrini – L'Italia ha di fronte a se scelte impegnative e di lungo periodo. Al primo posto tra le priorità c'è la messa in sicurezza del nostro territorio”.  “Le luci dei riflettori del governo sui luoghi del sisma non si sono mai spente e non si spegneranno mai” ha aggiunto Angelino Alfano. 
Non è stato solo il Sindaco di Amatrice ieri a lanciare l’allarme nel corso dell’incontro, cui hanno preso parte circa 600 sindaci provenienti da tutta Italia, organizzato dall’Anci nazionale in collaborazione con la Camera dei Deputati. 

 

La sessione si è aperta proprio con un lungo applauso ai sindaci dei Comuni colpiti dal sisma dell'Italia centrale. “Un abbraccio ai sindaci dei Comuni colpiti”, è l'esordio della presidente Laura Boldrini che ringrazia i soccorritori e la Protezione Civile per l'intervento realizzato in questi giorni d'emergenza. 

Solidarietà che però non basta. Anche perché i sindaci si sentono già abbandonati. “C’è una differenza tra dieci giorni e due mesi. Comprendiamo che ora l’attenzione è tutta rivolta” ai Comuni colpiti dall'ultimo terremoto ma “ci sentiamo leggermente trascurati” ha spiegato il sindaco di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci commenta le parole dette in Aula su Amatrice dal suo collega Sergio Pirozzi. “Nel mio Comune non c'è neanche una persona. Si è fermato tutto, non c'è neanche una mensa, un esercizio aperto per comprare un panino”, racconta Petrucci sottolineando come i conteggi per le casette siano da rifare dopo il sisma del 30 ottobre. “Le istituzioni sono sempre presenti, certo, ma i fari ora sono tutti puntati su Norcia, eppure il territorio è lo stesso”. 

Drammatica anche la situazione ad Acquasanta (Ascoli Piceno). “Avevamo già grossi problemi con la scossa del 24 agosto - ha detto il sindaco Sante Stangoni - ora abbiamo molti sfollati, con circa 700 persone al mare; a questo punto dobbiamo capire quanti sono disposti a tornare nel nostro territorio per cercare di mantenere il tessuto sociale del territorio, visto che è già stato colpito nel recente passato da un forte spopolamento. Ora siamo tutti impegnati nel quotidiano, ma in termini generali - ha aggiunto il sindaco marchigiano - bisogna capire se ha senso o meno ricostruire, in questo ambito il primo decreto ci ha dato un a mano, ora vedremo cosa conterrà il secondo. L’importante è accelerare sugli iter burocratici”.

Il sindaco di Ussita, Marco Rinaldi, invece chiede “correttivi al decreto” indicando “il sollievo dai mutui Cdp e Mef”, “il ristoro del mancato gettito Imu-Tasi”, “la restituzione delle rate già pagate del fondo di solidarietà comunale. Solo così può ripartire il tessuto economico delle zone colpite”. "Nell'area del sisma - ha continuato Rinaldi - ci sono molti 'Comuni imprenditori', soprattutto nel turismo. Penso ai tanti impianti sportivi di proprietà comunale su cui serve un aiuto immediato per sopperire al mancato incasso, alla messa in sicurezza o ricostruzione e alla garanzia un minimo di occupazione ai dipendenti che in queste strutture lavoravano”. Per il futuro la priorità “è una pianificazione di alto spessore, su aree omogenee, che metta al centro la vocazione turistica dei territori. Serve poi uno strumento programmatico capace di favorire un sistema economico integrato in grado di azzerare tutti gli errori del passato. Solo così si evitano lo spopolamento e la conseguente desertificazione dell'area. Ma la risposta deve essere seria e immediata”.

“Noi sappiamo che saremo processati – interviene invece il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno – sappiamo che qualcuno verrà a vedere le nostre carte, ma io chiedo di poter essere processato anche tra 15 anni, anche tra 20 anni, perché sto spendendo soldi pubblici. Però ora abbiamo bisogno di risposte immediate chiediamo di poter agire, di poter fare” spiega aggiungendo “bisogna fare presto, servono risposte concrete e immediate”. Il primo rischio da evitare è quello della de antropizzazione – conclude -  e per scongiurarlo bisogna puntare su due pilastri, scuola e lavoro". 

Appelli a cui hanno risposto sia il ministro dell'Interno sia la presidente della Camera. “Noi confermiamo il nostro impegno, non vi lasceremo soli e faremo di tutto per tenere viva l'attenzione generale – ha detto la Boldrini – L'Italia ha di fronte a se scelte impegnative e di lungo periodo. Al primo posto tra le priorità c'è la messa in sicurezza del nostro territorio”.  “Le luci dei riflettori del governo sui luoghi del sisma non si sono mai spente e non si spegneranno mai” ha aggiunto Angelino Alfano.