Cerca nel sito:

domenica 25 giugno 2017

Immigrazione incontrollata

28/05/2016 12:56

Ventimiglia, libero dal Pd il sindaco caccia i migranti

L'ordinanza dispone lo sgombero degli 'accampamenti non autorizzati'

Ventimiglia, libero dal Pd il sindaco caccia i migranti
Entro 48 ore gli stranieri devono andarsene per 'motivi di igiene, sanità, incolumità pubblica e sicurezza urbana'

 

Dopo essersi dimesso dal Pd in segno di protesta, il sindaco di Ventimiglia, Enrico Ioculano, ha emesso un’ordinanza urgente per lo sgombero degli “accampamenti non autorizzati” in cui vivono i migranti. 
La decisione, spiega il primo cittadino, è stata presa per motivi di igiene, sanità, incolumità pubblica e sicurezza urbana. 
Circa un centinaio di migranti si sono infatti stanziati lungo il fiume Roja con l’aiuto dei “No border” già da due settimane.
Una situazione che Ventimiglia ha già vissuto un anno fa quando gli stranieri si accamparono su scogli e in pineta con la speranza di entrare in Francia che, invece, aveva chiuso la frontiera. E il timore ora è proprio quello di rivivere la stessa emergenza. “La situazione di degrado e pericolo non può permanere ulteriormente” si legge nell’ordinanza in cui si specifica come la non ottemperanza di quanto scritto “comporterà, ai sensi di legge, la rimozione coattiva con l’impiego della forza pubblica”. Lo sgombero avverrà entro 48 ore dalla notifica. “Qualora non venissero rispettate le prescrizioni sindacali, si darà corso con immediatezza al piano di allontanamento e trasferimento in apposite strutture dei migranti” fa sapere in comunicato la Prefettura di Imperia. 
La decisione di procedere allo sgombero è stata presa alla luce delle direttive del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, dopo l’esposto presentato dagli abitanti di un quartiere vicino agli accampamenti e dopo un sopralluogo dell’Asl che aveva constatato l’assenza di servizi igienico sanitari, di approvvigionamento di acqua potabile e la mancanza di sufficienti condizioni abitative. “Gli insediamenti – si legge ancora nell’ordinanza – risultano causa di evidente grave pericolo per la salute della popolazione migrante con rischio di trasmissione di malattie. Gli accampamenti costituiscono grave pericolo per la salute e l’incolumità pubblica, nonché per gli occupanti stessi”.
Venerdì, si ricorda, per protestare contro la nuova emergenza il sindaco Pd e 11 consiglieri di maggioranza si erano autosospesi dal partito, accusando il Pd nazionale, quello regionale e il Governo di non aver risolto la vicenda. 
Una questione che viene vista come “il fallimento del piano Alfano”. Il ministro degli interni qualche settimana fa ha disposto la chiusura del centro di prima accoglienza (riceveva solo i migranti che si facevano identificare), aveva invitato le forze di polizia a identificare e allontanare i profughi e disposto il blocco di nuovi arrivi sui treni in arrivo al confine. 
Ma ciò non è avvenuto. “Non abbiamo bisogno di passerelle – ha detto il sindaco Ioculano, intervistato da Repubblica - ma di supporto concreto per affrontare questa emergenza umanitaria. Di un progetto che funzioni. Il piano o non è stato messo in atto, e dunque non è vero che i migranti vengono intercettati prima sui treni per evitare che arrivino a Ventimiglia, o non ha funzionato. Loro continuano ad arrivare, e le forze dell'ordine non hanno fatto quello che avrebbero dovuto secondo il piano”.
L’obiettivo infatti era quello di fermare, identificare e rispedire i migranti in altri centri di accoglienza italiani.
Sulla questione dello sgombero è intervenuto anche il segretario regionale della Lega Nord e assessore allo Sviluppo economico, Edoardo Rixi. “La Regione per quello che può, una mano al sindaco di Ventimiglia la dà e la darà, ma questo è un problema che riguarda un governo, un Paese, uno Stato e una Comunità europea che non può scaricare sui territori l’emergenza profughi”. Sulla situazione di Ventimiglia, in particolare, il leghista sostiene che fosse “facile aspettarsi questo fenomeno perché durante il periodo estivo aumentano gli sbarchi, le persone non vengono identificate, girano nel nostro Paese e rimangono imbottigliate e non riescono a passare la frontiera”.
Rixi spiega inoltre di aver fortemente sconsigliato al Presidente della Regione Giovanni Toti di accogliere Alfano a Ventimiglia quando nei giorni scorsi il Ministro degli Interni si era recato nel ponente ligure. “Lo avevo detto al Governatore - ammette Rixi - la sua presenza non era opportuna, di queste buffonate in campagna elettorale è meglio farne a meno. Gli esponenti della lega infatti non erano presenti”.
Dal canto suo il governatore si difende. “Speriamo che quella di Alfano non fosse solo una passerella ma dal momento che i migranti sono ancora lì viene da dire che è stata poco di più – spiega Toti – Il centro di accoglienza andava chiuso, come abbiamo chiesto in campagna elettorale se, poi, i migranti si spostano dalla stazione sotto un ponte vicino a un fiume non è stato un grande successo. È vero – aggiunge –  che Rixi mi aveva sconsigliato di andare ed è piuttosto noto il giudizio negativo che la Lega ha del ministro Alfano. Repetita iuvant. Ma ritengo sia un dovere del presidente della Regione andare a informarsi e vedere che cosa succede se il ministro dell’Interno viene sul proprio territorio”. 
Dopo essersi dimesso dal Pd in segno di protesta, il sindaco di Ventimiglia, Enrico Ioculano, ha emesso un’ordinanza urgente per lo sgombero degli “accampamenti non autorizzati” in cui vivono i migranti. 

 

La decisione, spiega il primo cittadino, è stata presa per motivi di igiene, sanità, incolumità pubblica e sicurezza urbana. 

Circa un centinaio di migranti si sono infatti stanziati lungo il fiume Roja con l’aiuto dei “No border” già da due settimane.

Una situazione che Ventimiglia ha già vissuto un anno fa quando gli stranieri si accamparono su scogli e in pineta con la speranza di entrare in Francia che, invece, aveva chiuso la frontiera. 

E il timore ora è proprio quello di rivivere la stessa emergenza. “La situazione di degrado e pericolo non può permanere ulteriormente” si legge nell’ordinanza in cui si specifica come la non ottemperanza di quanto scritto “comporterà, ai sensi di legge, la rimozione coattiva con l’impiego della forza pubblica”. Lo sgombero avverrà entro 48 ore dalla notifica. “Qualora non venissero rispettate le prescrizioni sindacali, si darà corso con immediatezza al piano di allontanamento e trasferimento in apposite strutture dei migranti” fa sapere in comunicato la Prefettura di Imperia. 

La decisione di procedere allo sgombero è stata presa alla luce delle direttive del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, dopo l’esposto presentato dagli abitanti di un quartiere vicino agli accampamenti e dopo un sopralluogo dell’Asl che aveva constatato l’assenza di servizi igienico sanitari, di approvvigionamento di acqua potabile e la mancanza di sufficienti condizioni abitative. “Gli insediamenti – si legge ancora nell’ordinanza – risultano causa di evidente grave pericolo per la salute della popolazione migrante con rischio di trasmissione di malattie. Gli accampamenti costituiscono grave pericolo per la salute e l’incolumità pubblica, nonché per gli occupanti stessi”.

Venerdì, si ricorda, per protestare contro la nuova emergenza il sindaco Pd e 11 consiglieri di maggioranza si erano autosospesi dal partito, accusando il Pd nazionale, quello regionale e il Governo di non aver risolto la vicenda. 

Una questione che viene vista come “il fallimento del piano Alfano”. Il ministro degli interni qualche settimana fa ha disposto la chiusura del centro di prima accoglienza (riceveva solo i migranti che si facevano identificare), aveva invitato le forze di polizia a identificare e allontanare i profughi e disposto il blocco di nuovi arrivi sui treni in arrivo al confine. Ma ciò non è avvenuto. “Non abbiamo bisogno di passerelle – ha detto il sindaco Ioculano, intervistato da Repubblica - ma di supporto concreto per affrontare questa emergenza umanitaria. Di un progetto che funzioni. Il piano o non è stato messo in atto, e dunque non è vero che i migranti vengono intercettati prima sui treni per evitare che arrivino a Ventimiglia, o non ha funzionato. Loro continuano ad arrivare, e le forze dell'ordine non hanno fatto quello che avrebbero dovuto secondo il piano”.

L’obiettivo infatti era quello di fermare, identificare e rispedire i migranti in altri centri di accoglienza italiani.

Sulla questione dello sgombero è intervenuto anche il segretario regionale della Lega Nord e assessore allo Sviluppo economico, Edoardo Rixi. “La Regione per quello che può, una mano al sindaco di Ventimiglia la dà e la darà, ma questo è un problema che riguarda un governo, un Paese, uno Stato e una Comunità europea che non può scaricare sui territori l’emergenza profughi”. Sulla situazione di Ventimiglia, in particolare, il leghista sostiene che fosse “facile aspettarsi questo fenomeno perché durante il periodo estivo aumentano gli sbarchi, le persone non vengono identificate, girano nel nostro Paese e rimangono imbottigliate e non riescono a passare la frontiera”.

Rixi spiega inoltre di aver fortemente sconsigliato al Presidente della Regione Giovanni Toti di accogliere Alfano a Ventimiglia quando nei giorni scorsi il Ministro degli Interni si era recato nel ponente ligure. “Lo avevo detto al Governatore - ammette Rixi - la sua presenza non era opportuna, di queste buffonate in campagna elettorale è meglio farne a meno. Gli esponenti della lega infatti non erano presenti”.

Dal canto suo il governatore si difende. “Speriamo che quella di Alfano non fosse solo una passerella ma dal momento che i migranti sono ancora lì viene da dire che è stata poco di più – spiega Toti – Il centro di accoglienza andava chiuso, come abbiamo chiesto in campagna elettorale se, poi, i migranti si spostano dalla stazione sotto un ponte vicino a un fiume non è stato un grande successo. È vero – aggiunge –  che Rixi mi aveva sconsigliato di andare ed è piuttosto noto il giudizio negativo che la Lega ha del ministro Alfano. Repetita iuvant. Ma ritengo sia un dovere del presidente della Regione andare a informarsi e vedere che cosa succede se il ministro dell’Interno viene sul proprio territorio”. 

Barbara Fruch