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mercoledì 03 settembre 2014

Si parlerà della situazione negli Usa

08/10/2012 14:12

10 ottobre: giornata mondiale contro la pena di morte

10 ottobre: giornata mondiale contro la pena di morte
Dati positivi, ma non basta. Ancora in Cina il record di esecuzioni, 5.700 quelle ufficiali. 

Novantasei Paesi l'hanno cancellata, ma in altri 46 resta in vigore. La protagonista di questa giornata, del 10 ottobre, è la pena di morte. Alla sua abolizione è stata dedicata una ricorrenza che si celebra da quasi dieci anni. Nonostante si combatta da anni, è assurdo che i numeri della pena capitale nel mondo restino un’incognita. I dati ufficiali, però, identificano nella Cina il ‘boia mondiale’ con 5.700 esecuzioni, circa il 98,6%, ma la Fondazione Dui Hua, diretta da John Kamm, ha stimato che "il numero delle esecuzioni nel suo Paese si è tristemente avvicinato a 7.000". Promossa dalla World Coalition Against the Death Penalty (WCADP), questa edizione della giornata mondiale contro la pena di morte, prevede inoltre un’azione su Twitter, con la creazione di un hashtag dedicato, #10ottobre, con il quale chiunque potrà inviare un pensiero, una foto, un video, una canzone per dire no alla pena di morte. Il numero più basso, ‘solo’ 111 condannati, nei 37 stati degli Usa che l’hanno reintrodotta nel 1976. Il record negativo di esecuzioni è stato generato dalla moratoria de facto e dall'abolizione della pena di morte nel New Mexico, la seconda abolizione registrata negli Usa in oltre quarant'anni, dopo quella in New Jersey del dicembre 2007. Leggendo i dati del rapporto annuale di Amnesty International pubblicato a marzo dello scorso anno, ed i dati raccolti dall’associazione ‘Nessuno tocchi Caino’ presentati ad agosto scorso, la situazione descritta è quella di una discreta diminuzione delle condanne a morte.  

maggiori approfondimenti nel 'Il Giornale d'Italia' sfogliabile.

Carola Parisi

Commenti 

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./.segue il commento la pena di morte cinthia60

29/08/2013 18:53

Postato da cinthia60

La pena di morte rappresenta una pena incivile praticata nell'antichità da società ritenute non democraticamente liberali. Le civiltà che ci hanno insegnato che sono continuo oggetto di studio, quali la greca ,la romana:le principali, per non parlare delle altre. se pensiamo che il Diritto Romano è la fonte del nostro sistema giuridico, dov'è allora l'inciviltà? Risposta:"esiste nelle nostre norme che tutelano Caino.Quindi, io aggiungo pena di morte a coloro che compiono i reati inverecondi, a coloro che tentano di estromettere liberi cittadini onesti da un sistema.cinthia60

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La pena di morte!

29/08/2013 18:46

Postato da cinthia60

Nell'edizione dell'8 Agosto si tratta della giustizia, benepossiamo trovare diversi nessi. Il sistema giudiziario italiano si sà che soffre la piaga della politica, triste chi a che fare con processi per dimostrare la propria innocenza, o l'estraneità ai fatti (vedi caso dell'Utri, casi Berlusconi), trist per tutti quei cittadini che credono nella legge e nella legalità per loro non c'è giustizia. Esiste solo un percorso doloroso che priva di ogni interesse. Ci vuole la temperanza, la forza d'animo, la pazienza e soprattutto la tenacia, per combattere le infamie della vita;convinti della nostra innocenza,è la legge di natura che la colpa cade sull'innocente:l'esempio del Cristo ci rivela che la battaglia tra bene e male si perde nel tempo. A questo punto mi domando dov'è la civiltà nel nostro sistema privo di libertà ed obiettività?Si sà che per arrivare alla cariche magistrali, la politica compie il corso, nonostante i concorsi che un soggetto sostiene nella P.A../.segue cinthia60

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LA PENA DI MORTE ESISTE ANCHE IN UNO STATO LA CUI DEMOCRAZIA E' ESPRESSIONE DI CIVILTA' E PROGRESSO!

10/10/2012 11:37

Postato da aldebart59

iN LINEA DI PRINCIPIO NON SAREI D'ACCORDO CON LA PENA DI MORTE, MA DAL MOMENTO CHE QUESTO STATO, L'ITALIA, NON E' IN GRADO DI ASSICURARE GIUSTIZIA, GRANTIRLA CON LA PENA CERTA E NON DA INTERPRETARE, MA DA APPLICARLA, IO MI CHIEDO CHE SENSO HA COMMINARE PENE DETENTIVE PER POI INVIARE IL DETENUTO AI SERVIZI SOCIALI. INOLTRE AGGIUNGO: AL PARI DI UN DELITTO DEVE ESSERE COMMISURATA LA PENA PER LA QUALE CHI HA COMMESSO UN EFFERATO CRIMINE NON PUO' RIMANERE IMPUNITO CON ATTENUANZE E CLEMENZE. CHI TOGLIE UNA VITA PREMEDITANDO IL CRIMINE DEVE ESSERE GIUSTIZIATO CON ALTRETTANTA AZIONE, PARITETICA, ALLA MORTE CAUSATA DA CHI LA METTE IN ATTO. PERTANTO, LA PENA DI MORTE, IN CASI ESTREMAMENTE GRAVI, DEVE ESSERE, A MIO AVVISO RIPRISTINATA. Adalberto de' BARTOLOMEIS